lunedì 16 luglio 2012
Cambio di prospettiva
All'inizio della ricerca tutto ciò che attendevo era l'ovulazione, passata l'ovulazione aspettavo con ansia il verdetto sperando di trovare una bellissima sorpresa. Man mano che i mesi volavano via e accatastavo un esito negativo dietro l'altro, ho iniziato pian piano a vederla diversamente. Quello che aspettavo era la visita dalla ginecologa, poi l'ovulazione per poter fare i dosaggi, poi l'esito degli esami... iniziavo a convincermi sempre di più che qualcosa non funzionava, qualcosa di più del mio ciclo sballato. Dopo 3 mesi dalla visita della ginecologa riuscii finalmente a fare i dosaggi di prolattina e progesterone, che erano, contro ogni mia previsione, perfetti. E allora cosa non andava? Cavoli siamo giovanissimi, in salute, senza problemi apparenti, e allora perchè non riuscivamo a concepire? Perchè per tutti attorno a noi era così semplice mentre per noi sembrava impossibile? Iniziai a cercare da sola una soluzione, una cura che potesse aiutarci, iniziai a combattere con le unghie e con i denti con il coraggio che mi esce fuori nei momenti di difficoltà. Sono passata dall'omeopatia per regolarizzare il ciclo, ad una dieta povera di carboidrati, senza ottenere risultati, per poi tornare su inofolic nonostante le reazioni allergiche, perchè era l'unica cosa che mi aiutava. Meglio qualche prurito e qualche sfogo che un'attesa snervante ogni mese. Dopo gli esiti dei dosaggi iniziò a balenarmi alla testa l'idea che forse non ero solo io ad avere problemi, forse anche mio marito aveva qualche problemuccio. Gli feci quindi bere succo di pompelmo e gli presi le pastiglie di maca che secondo molti fanno miracoli. Ma nonostante il nostro impegno il risultato era sempre il medesimo. Dopo averle provate proprio tutte e aver passato ore e ore a cercare ogni singolo sistema per aiutare la natura, dalla mummia alla candela, dai rapporti un giorno si e uno no, a tutti i giorni, a più volte al giorno... la mia prospettiva cambiò radicalmente. Iniziai a fare il conto alla rovescia per il tempo che mancava alla visita ginecologica e agli esami di mio marito. Ripassavo mentalmente tutto quello che la avrei chiesto, gli esami e le cure che avrei voluto fare, clomid per 3 mesi, isterosalpingografia per verificare che le mie tube fossero belle aperte, dei dosaggi ormonali seri per verificare come mai i miei stick di ovulazione fossero sempre positivi, magari un bel tampone perchè i miei pruriti erano tornati più fastidiosi di prima nonostante la cura. Insomma volevo essere rigirata come un calzino, dopo quasi un anno volevo trovare il problema, volevo nostro figlio a tutti i costi. Perchè un problema doveva esserci, ne ero certa, che fosse una piccolezza tipo un ambiente vaginale troppo acido che non aiutava gli spermini, oppure un'ovulazione "non buona". Quello che però speravo con tutto il cuore era che il problema non fosse di mio marito. Se il problema fosse stato mio c'erano cure, rimedi, aiuti, ma se il problema è maschile è più difficile, rimandano direttamente alla pma nella maggior parte delle volte. E non sapevo come mio marito l'avrebbe presa... io ero già convinta di essere io "la sbagliata" quindi ero già tranquilla e rassegnata, ma per un uomo è diverso, è difficile accettare un problema di questo tipo... e se lui crollava, io sarei crollata a mia volta
venerdì 13 luglio 2012
I giorni no...
E poi arriva uno di quei giorni in cui nonostante la tua positività, nonostante il tuo spirito di pollyanna che cerca di trovare il lato positivo ad ogni cosa, tutto sembra remarti contro, trascinarti via con la sua violenza. E tu provi ad aggrapparti con le unghie e con i denti ad ogni appiglio in quel fiume nero come le tenebre, pronta a lottare per la tua vita, per tuo marito, per il tuo sogno, non molli mentre una voce, una risata cattiva ti penetra nelle orecchie, sottopelle, nelle vene e ti fa rabbrividire, la risata di un destino che si prende gioco di te... in un giorno qualunque.
E proprio in uno di questi giorni arriva un'amica, avvicina una sedia al tuo tavolo e guardandoti negli occhi dice "ti devo dire una cosa..."
E tu sai già benissimo cosa ti vuole dire, dopo 8 mesi a spulciare ovunque sintomi e accortezze da assumere, riesci a riconoscere con il radar ogni piccolo segno. Hai già notato il suo viso più pieno, il suo corpo ammorbidito, e la sua reazione quando gli altri glielo facevano notare, non risentita o preoccupata per il suo fisico a cui tiene tanto, ma consapevole e tranquilla. Hai notato come quel giorno in cui tutti hanno prenotato al giapponese lei non ha preso il suo solito sushi. Hai notato il suo modo morboso di lavare la frutta che non le avevi mai visto mangiare prima. Hai notato le sue assenze frequenti per visite mediche, i suoi occhi più brillanti, le sue tappe frequenti al bagno, la sua debolezza. Tu l'avevi già capito da un pezzo... Solo una cosa non ti è chiara, perchè ha quell'aria funebre?
"sono incinta..."
e mandando giù un groppo in gola fai finta di non sapere nulla, non puoi di certo dirle che lo sapevi già, altrimenti il tuo "radar" farebbe pensare che stai cercando anche tu, e tutto vuoi tranne l'attenzione degli altri ai tuoi problemi, il compatimento, i pettegolezzi
"ma dai congratulazioni! è meraviglioso!!! Racconta dai, come l'hai scoperto, da quanto cercavate,..."
e in quel momento le tue orecchie vorrebbero solo tapparsi e non ascoltare più
"guarda lascia stare... è capitato e non so nemmeno io come sia possibile... e la cosa PEGGIORE è che sono 2. Quando me l'hanno detto ho urlato e ho pianto perchè non li volevo"
e mentre vorresti solo buttare in terra la tua sedia e scappare, scappare da quelle parole che ti fanno male, che ti feriscono nella carne senza che tu capisca a fondo il perchè, fanno male più di un pugno nello stomaco o uno schiaffo in pieno viso dalla tua migliore amica, ti ritrovi a consolarla
"ma dai su, non dire così, è un dono meraviglioso... anzi due... devi solo esserne felice, vedrai che andrà tutto bene"
"guarda spero solo che la mia vita non cambi"
e poi come un lampo di luce nell'oscurita, una contraddizione con quanto detto prima, inaspettata e odiata ormai dalle tue orecchie, arriva la domanda.
"e voi quando? non state cercando?"
Senti la tua maschera cedere, rischiare di frantumarsi di fronte a tanto dolore e a tanta assurdita, ma non vuoi, non puoi, nessuno deve sapere nulla di te, di voi, dei vostri problemi. E allora il dolore parla per te, prende le tue veci, si impossessa del tuo corpo, della tua testa, delle tue parole, e vuole ferire a sua volta, fare male agli altri quanto gli altri fanno male a te
"ma come certo che sei strana?"
e lei resta a fissarti "in che senso?"
"ma come fino a pochi mesi fa stavi a dirmi che secondo te avevo buttato via la mia vita sposandomi, che dovevo ancora godermi la vita, che ero una pazza a impegnarmi così giovane... e ora mi chiedi quando faccio un figlio? non ti sembra assurdo?"
lei impallidisce con gli occhi sbarrati, balbetta "n-no... non posso aver detto delle cose simili dai, non posso essere stata così stronza, mi avrai fraintesa"
"no, non ho frainteso nulla, ogni tanto bisognerebbe ragionare prima di dar aria alla bocca, tutto qua"
E il tuo dolore è soddisfatto, dopo tanto tempo si è preso la sua rivincita, occhio per occhio..., mentre tu ti senti solo svuotata e meno padrona di te stessa. Il dolore sta prendendo pian piano possesso di te
E proprio in uno di questi giorni arriva un'amica, avvicina una sedia al tuo tavolo e guardandoti negli occhi dice "ti devo dire una cosa..."
E tu sai già benissimo cosa ti vuole dire, dopo 8 mesi a spulciare ovunque sintomi e accortezze da assumere, riesci a riconoscere con il radar ogni piccolo segno. Hai già notato il suo viso più pieno, il suo corpo ammorbidito, e la sua reazione quando gli altri glielo facevano notare, non risentita o preoccupata per il suo fisico a cui tiene tanto, ma consapevole e tranquilla. Hai notato come quel giorno in cui tutti hanno prenotato al giapponese lei non ha preso il suo solito sushi. Hai notato il suo modo morboso di lavare la frutta che non le avevi mai visto mangiare prima. Hai notato le sue assenze frequenti per visite mediche, i suoi occhi più brillanti, le sue tappe frequenti al bagno, la sua debolezza. Tu l'avevi già capito da un pezzo... Solo una cosa non ti è chiara, perchè ha quell'aria funebre?
"sono incinta..."
e mandando giù un groppo in gola fai finta di non sapere nulla, non puoi di certo dirle che lo sapevi già, altrimenti il tuo "radar" farebbe pensare che stai cercando anche tu, e tutto vuoi tranne l'attenzione degli altri ai tuoi problemi, il compatimento, i pettegolezzi
"ma dai congratulazioni! è meraviglioso!!! Racconta dai, come l'hai scoperto, da quanto cercavate,..."
e in quel momento le tue orecchie vorrebbero solo tapparsi e non ascoltare più
"guarda lascia stare... è capitato e non so nemmeno io come sia possibile... e la cosa PEGGIORE è che sono 2. Quando me l'hanno detto ho urlato e ho pianto perchè non li volevo"
e mentre vorresti solo buttare in terra la tua sedia e scappare, scappare da quelle parole che ti fanno male, che ti feriscono nella carne senza che tu capisca a fondo il perchè, fanno male più di un pugno nello stomaco o uno schiaffo in pieno viso dalla tua migliore amica, ti ritrovi a consolarla
"ma dai su, non dire così, è un dono meraviglioso... anzi due... devi solo esserne felice, vedrai che andrà tutto bene"
"guarda spero solo che la mia vita non cambi"
e poi come un lampo di luce nell'oscurita, una contraddizione con quanto detto prima, inaspettata e odiata ormai dalle tue orecchie, arriva la domanda.
"e voi quando? non state cercando?"
Senti la tua maschera cedere, rischiare di frantumarsi di fronte a tanto dolore e a tanta assurdita, ma non vuoi, non puoi, nessuno deve sapere nulla di te, di voi, dei vostri problemi. E allora il dolore parla per te, prende le tue veci, si impossessa del tuo corpo, della tua testa, delle tue parole, e vuole ferire a sua volta, fare male agli altri quanto gli altri fanno male a te
"ma come certo che sei strana?"
e lei resta a fissarti "in che senso?"
"ma come fino a pochi mesi fa stavi a dirmi che secondo te avevo buttato via la mia vita sposandomi, che dovevo ancora godermi la vita, che ero una pazza a impegnarmi così giovane... e ora mi chiedi quando faccio un figlio? non ti sembra assurdo?"
lei impallidisce con gli occhi sbarrati, balbetta "n-no... non posso aver detto delle cose simili dai, non posso essere stata così stronza, mi avrai fraintesa"
"no, non ho frainteso nulla, ogni tanto bisognerebbe ragionare prima di dar aria alla bocca, tutto qua"
E il tuo dolore è soddisfatto, dopo tanto tempo si è preso la sua rivincita, occhio per occhio..., mentre tu ti senti solo svuotata e meno padrona di te stessa. Il dolore sta prendendo pian piano possesso di te
giovedì 12 luglio 2012
Ti aspetterò... senza andare via
I giorni passano, le settimane, i mesi... non hanno pietà di nessuno, loro scorrono vorticosamente davanti ai tuoi occhi e li vedi passare, attimi che non torneranno più. Mentre io sono sempre in attesa con un groppo alla gola che si fa sempre più prepotente. Niente ovulazione, niente gravidanza, niente pancia, niente illusioni... Mi sembra di essere immobile, ferma ogni mese in un circolo vizioso mentre tutto intorno a me cambia, mentre io resto aggrappata ad un sogno che sembra così semplice, così naturale... ma che resta sempre e solo un sogno. Non riesco a fare i dosaggi perchè nonostante la temperatura non riesco a capire il mio corpo. Picchi continui mi fanno illudere e sperare inutilmente. Le vacanze natalizie si avvicinano, quanto sognavo di vivere un natale differente. Mi immaginavo di ricevere il dono più bello che esista, quello dentro di me. Ma il mio ventre resta arido e vuoto, un deserto assetato ma spento. Il 23 dicembre andiamo con amici al concerto di Laura Pausini. Io l'adoro, è la cantante della mia vita, mi accompagna da quando ero bambina. E sta vivendo quello che sto vivendo io, quello che vivono moltissime donne ogni giorno. Non l'ha mai ammesso pubblicamente, ma non ha mai nemmeno cercato di nasconderlo. E le sue canzoni sono più chiare di qualsiasi intervista sui rotocalchi nazionali. Come sarebbe bello se avessi già una vita dentro di me, un barlume di vita, ad ascoltare e ad emozionarsi con me e con le "nostre" canzoni.
E quando parte "Celeste" mi si chiude lo stomaco e mi pizzicano gli occhi... quante volte ho ascoltato questa canzone, con la voglia tremenda e soffocante di AVERTI piccolo mio. Mio marito mi guarda, ci capiamo solo con uno sguardo, una lacrima mi inumidisce la guancia, brilla nella notte, brilla sotto le luci dei riflettori, brilla solo per me e mio marito perchè solo noi la sappiamo comprendere.
La mattina di natale sognavo una sola cosa sotto l'albero, ma purtroppo quello che trovo è rosso. Ma nascondo la mia delusione, la mia tristezza, il mio cuore affranto e mi appiccico un sorriso di circostanza al viso prima di uscire dal bagno. Niente e nessuno può rovinare il Natale...
E quando parte "Celeste" mi si chiude lo stomaco e mi pizzicano gli occhi... quante volte ho ascoltato questa canzone, con la voglia tremenda e soffocante di AVERTI piccolo mio. Mio marito mi guarda, ci capiamo solo con uno sguardo, una lacrima mi inumidisce la guancia, brilla nella notte, brilla sotto le luci dei riflettori, brilla solo per me e mio marito perchè solo noi la sappiamo comprendere.
La mattina di natale sognavo una sola cosa sotto l'albero, ma purtroppo quello che trovo è rosso. Ma nascondo la mia delusione, la mia tristezza, il mio cuore affranto e mi appiccico un sorriso di circostanza al viso prima di uscire dal bagno. Niente e nessuno può rovinare il Natale...
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mercoledì 11 luglio 2012
Nuova visita e nuova speranza
Decisa e speranzosa torno dalla ginecologa per entrare in quella che lei definiva la seconda fase, aiutare un pochino la natura. Attendo nella sala d'aspetto finchè non vedo uscire una giovane futura mamma, si vede già l'accenno della pancia. Sorrido pensando che presto toccherà a me, devo crederci. Sono già passati 6 mesi, si, ma con i miei cicli lunghi sono come se fossero solo 4, quindi non mi preoccupo. Nei mesi mi sono informata, secondo le statistiche ci sono poco più del 20% di probabilità di acchiappare la cicogna in un mese, quindi in media una coppia ci impiega 3-4 mesi. visti i miei problemini ci vorrà un po' di più, già l'avevo preventivato, quindi sono nei tempi. Sono già felice della reattività della mia dottoressa, molte si rifiutano di fare esami prima dell'anno di ricerca, mentre la mia no, parte subito alla carica. Entro in studio, le racconto tutto, dei mesi di ricerca, dei miei cicli che con inofolic sembrano essersi leggermente regolarizzati, dell'allergia all'integratore, dello spotting che non ho mai avuto prima e che è comparso negli ultimi mesi a partire da 4-5 giorni prima dell'arrivo delle rosse, dello strano prurito che mi viene dopo i rapporti, della temperatura basale che mi indica una fase luteale un po' corta, solo 10-11 giorni. Mi ascolta attentamente, poi mi fa stendere sul lettino e mi visita. Ormai non provo più alcun imbarazzo in sua presenza. Mi conferma nuovamente che è tutto a posto, ovaie perfette, utero pulito perchè ho appena avuto il ciclo, niente di anormale. Mi fa il pap test per capire il motivo del prurito ma nel frattempo mi prescrive degli ovuli che dovrebbero migliorare la situazione. Continua a confermare che io sono perfetta, le ovaie sono un po' pigre ma non ho altri problemi apparenti. Per sicurezza però mi prescrive dei dosaggi ormonali di prolattina e progesterone da fare al 9° giorno dopo l'ovulazione, per avere la certezza che io ovuli, nonostante la tb lo confermi ogni volta. Mi dice di farle sapere appena avrò gli esiti, e poi aspettare altri 6 mesi. Se per allora, ad un anno di ricerca, non avremo ancora risultati ci rivedremo e mi dice che "il signorino dovrà fare lo spermiogramma".
Mi preparo psicologicamente alla dura lotta con mio marito, ho letto che quelli delle altre ragazze in ricerca si rifiutavano, facevano storie per quell'esame. Forse lo vedono un po' come intaccare la loro virilità, hanno paura del responso. Ma dentro di me sono convinta di essere io il problema, è evidente, quindi sarà un esame inutile, da fare per sicurezza, ma inutile. Chiamo mio marito e come sempre mi sorprende:
- tesoro se fra 6 mesi ancora nulla dovrai fare lo spermiogramma
-....ok no problem
- ma sai cos'è?
- no, non ne ho idea
- devono esaminare il tuo sperma per verificare se è tutto a posto
- ...bene, perfetto
Sul viso mi compare un sorriso radioso, ho al mio fianco un uomo straordinario!
Ora mi concentro solo sul prossimo passo, devo riuscire a prendere bene la temperatura per capire esattamente il giorno dell'ovulazione, perchè i dosaggi devono essere fatti esattamente 9 giorni dopo, non posso sbagliare...
Mi preparo psicologicamente alla dura lotta con mio marito, ho letto che quelli delle altre ragazze in ricerca si rifiutavano, facevano storie per quell'esame. Forse lo vedono un po' come intaccare la loro virilità, hanno paura del responso. Ma dentro di me sono convinta di essere io il problema, è evidente, quindi sarà un esame inutile, da fare per sicurezza, ma inutile. Chiamo mio marito e come sempre mi sorprende:
- tesoro se fra 6 mesi ancora nulla dovrai fare lo spermiogramma
-....ok no problem
- ma sai cos'è?
- no, non ne ho idea
- devono esaminare il tuo sperma per verificare se è tutto a posto
- ...bene, perfetto
Sul viso mi compare un sorriso radioso, ho al mio fianco un uomo straordinario!
Ora mi concentro solo sul prossimo passo, devo riuscire a prendere bene la temperatura per capire esattamente il giorno dell'ovulazione, perchè i dosaggi devono essere fatti esattamente 9 giorni dopo, non posso sbagliare...
lunedì 9 luglio 2012
I mesi passano... e iniziamo a fare sul serio
E poi ci sono le persone che ti dicono di non pensarci, magari le stesse che durante la loro ricerca erano morbose, fissate molto più di te, e nonostante questo ce l'hanno fatta al primo, secondo, terzo tentativo... ma chissà come appena incinta dimenticano tutto, diventano le sagge della situazione, loro erano quelle calme, quelle che non ci pensavano e proprio per questo l'hanno beccata subito. Io consiglierei un po' di fosforo per la memoria a queste persone, e invece la mia educazione me lo impedisce e mi limito ad un sorriso accondiscendente ogni volta. Stanca di questa situazione, nervosa e frustrata, prendo la decisione giusta, forse la migliore scelta fatta nell'ambito della ricerca. Leggendo qui e lì leggo che per chi ha il mio problema, l'unico mezzo per capirci qualche cosa è prendere la temperatura basale. Così all'ennesimo ciclo corro al centro commerciale e mi armo di termometro digitale. Poi faccio anche un ordine su internet di stick canadesi da ovulazione, che non si sa mai... E così iniziamo finalmente a fare sul serio. Con la TB non potrò prevedere quando ovulerò, quello resterà un ignoto per sempre per me, ma almeno sarò certa di aver ovulato dopo 3 mattine dal giorno X, saprò per quando non aspettarle, saprò quando ci sarà un reale ritardo,... non mi illuderò più, e non spenderò più soldi in test di gravidanza che mi restituiranno sempre la solita lineetta di consolazione.
La tb funziona, la prendo ogni mattina "dove non batte il sole", e subito dal primo mese mi accorgo che ci azzecca, che tempo 12 giorni dal giorno che la TB indica come "giorno giusto" arriva il ciclo. La TB diventa la mia amica della ricerca, mentre gli stick con me non funzionano, sempre positivi...
Ad ottobre arriva la notizia della "prima pancia" nel mio posto di lavoro. Ovviamente una collega appena sposata, al primo tentativo, nemmeno lo cercavano davvero ancora "ovviamente". E se da una parte sono felice per lei e mi emoziono, come ogni volta che qualche persona a me vicina mi annuncia la sua gravidanza, dall'altra inizio a sentire un pizzico all'inizio dello stomaco, una sensazione ormai a me molto famigliare, e non riesco a gioire pienamente. Perchè dentro di me sento che non doveva andare così, mi immaginavo io nella sua situazione, io a dare l'annuncio felice, io che sono ormai a 5 mesi di ricerca senza successo, che sono sposata da più di un anno. Io salterei sulle sedie, urlerei, canterei la mia gioia in ogni modo, mentre lei sembra così ... "passiva"... perchè non sembra felice, perchè non si accorge della fortuna che ha? Cerco di scacciare questi pensieri dalla testa, inutile provare sentimenti simili, tanto sarò io la prossima, tra poco c'è la visita della dottoressa. Con il sorriso sulle labbra chiamo la gine pronta alla prossima tappa della nostra ricerca. Sono certa che ora mi aiuterà a restare incinta!
venerdì 6 luglio 2012
La ricerca continua... 2° mese
Dopo lo sconforto iniziale promisi a me stessa che mai, mai più mi sarei illusa così. Meglio stare con i piedi ben piantati per terra, piuttosto che volare e poi precipitare in picchiata. Ma non sono mai stata molto brava a "non sognare". Infatti fino al "brutto giorno", ho continuato a sognare, ogni singolo mese, ogni singolo ciclo, sono stata attenta ad ogni minuscolo segnale che lanciava il mio corpo, a volte in modo "quasi morboso", altre volte senza troppo entusiamo e aspettativa. Daltronde io ero convinta che nostro figlio sarebbe nato a marzo o novembre, giusto? Forse proprio per questo avevo sperato tanto in quel primo tentativo, proprio perchè la dpp sarebbe caduta a marzo. Il "ciclo per novembre" invece era ancora così lontano, troppo, mi chiedevo con che spirito sarei stata dopo 8 mesi di vana ricerca. Ma magari la mia convinzione era sbagliata, magari sarei rimasta incinta il mese successivo, o quello dopo...
Il ciclo si presentò dopo 1 settimana da quel test, 25 giorno dopo la visita della ginecologa, 60 giorni dopo l'ultimo ciclo, in fondo ero stata regolare nella mia irregolarità. Probabilmente avevo capito male io alla visita, forse non stavo ovulando ma l'ovulazione era solo vicina, oppure il tentativo di ovulazione che aveva visto la gine non era andato a buon fine, chi lo sa, non lo saprò mai. Sta di fatto che non avevo ovulato quando credevo, e nei "giorni giusti" probabilmente non avevamo nemmeno avuto rapporti a causa dei dolori al seno che mi torturavano. Che sciocca sono stata, io e mio marito decidemmo che da quel giorno, visto le mie ovulazioni frivole, non avremmo mai sospeso i rapporti nemmeno se fossi stata stra convinta dell'ovulazione.
Speravo che l'integratore mi aiutasse, la dottoressa mi aveva detto che serviva apposta per regolarizzare. Ma purtroppo anche il mese successivo l'ovulazione non arrivò quando l'aspettavo, in compenso venne a farmi compagnia la mia peggiore nemica... la cistite :-( . Cercai di resisterle, di non prendere farmaci che, nel caso fossi stata incinta, avrebbero potuto fare male al mio piccolo. Io non sapevo di non aver ancora ovulato, che l'ovulazione era ancora molto lontana, e anzi presi la cistite come l'ennesimo segnale positivo, su internet c'è scritto che in gravidanza si è più soggette ad infezioni vaginali.
Apro una parentesi. Internet è il nemico/amico delle donne alla ricerca. Amico perchè permette loro di non tenersi dentro tutto, di confrontarsi tra donne, scoprire cosa fare se la ricerca diventa lunga, imparare e conoscere. Nemmeno immagino come starei ora se non ci fosse stato, probabilmente nemmeno avrei scoperto il nostro problema e starei ancora a lottare con le mie ovulazioni. Dall'altro però è un nemico, perchè fa illudere e a volte preoccupare inutilmente. Io sfido chiunque a ricercare su google il sintomo più assurdo associato alla parola gravidanza XD. Troverete senz'altro una dozzina di donne che hanno avuto quel sintomo il mese in cui sono rimaste incinta. Se fosse per internet io sarei mamma già da un bel po'. Quindi capite che sberla ogni volta.
Dopo 1 settimana di cistite, alla vigilia della nostra partenza per il mare, dovetti cedere e chiamai il mio medico di base. Mi presi una bella ramanzina per aver aspettato tanto, viste le mie precedenti 2 pielonefriti. Le spiegai il perchè non l'avevo chiamata e mi sentii sprofondare quando lei, con voce acida, mi disse "guarda che le infezioni fanno più male ad una gravidanza di una medicina. Ci sono farmaci che si possono prendere". Così antibiotico e niente rapporti per 2 settimane. Arrivò l'ennesimo ritardo, ma sta volta mi convinsi ad aspettare prima di fare un test, sta volta non ci speravo più di tanto, il mio cuore era già entrato in fase protettiva e non voleva più scottarsi. Dopo qualche giorno di ritardo testai senza troppa convinzione, ed il risultato era sempre lo stesso infatti. Ovviamente ovulai, senza saperlo, nelle due settimane di stop a causa della cistite, e il mio ciclo sta volta fu di 42 giorni. Un bel progresso con l'integratore, da 60 a 42 giorni, ma ero ancora lontana dal potermi definire regolare. I risultati non possono essere istantanei ovviamente, ma non avevo fatto ancora i conti con il mio corpo basta..o! Dopo pochi giorni di assunzioni infatti i miei piedi e le mie mani si riempirono di bolle d'acqua. Subito non lo collegai ad inofolic, ma quando iniziai a vedere che le bolle non intendevano passare, ma anzi aumentavano, iniziò a sorgermi il dubbio... le mie strane allergie che si fanno vive nel momento peggiore, come sempre. Quindi decisi di abbandonare inofolic per vedere se la cosa migliorava...
Il ciclo si presentò dopo 1 settimana da quel test, 25 giorno dopo la visita della ginecologa, 60 giorni dopo l'ultimo ciclo, in fondo ero stata regolare nella mia irregolarità. Probabilmente avevo capito male io alla visita, forse non stavo ovulando ma l'ovulazione era solo vicina, oppure il tentativo di ovulazione che aveva visto la gine non era andato a buon fine, chi lo sa, non lo saprò mai. Sta di fatto che non avevo ovulato quando credevo, e nei "giorni giusti" probabilmente non avevamo nemmeno avuto rapporti a causa dei dolori al seno che mi torturavano. Che sciocca sono stata, io e mio marito decidemmo che da quel giorno, visto le mie ovulazioni frivole, non avremmo mai sospeso i rapporti nemmeno se fossi stata stra convinta dell'ovulazione.
Speravo che l'integratore mi aiutasse, la dottoressa mi aveva detto che serviva apposta per regolarizzare. Ma purtroppo anche il mese successivo l'ovulazione non arrivò quando l'aspettavo, in compenso venne a farmi compagnia la mia peggiore nemica... la cistite :-( . Cercai di resisterle, di non prendere farmaci che, nel caso fossi stata incinta, avrebbero potuto fare male al mio piccolo. Io non sapevo di non aver ancora ovulato, che l'ovulazione era ancora molto lontana, e anzi presi la cistite come l'ennesimo segnale positivo, su internet c'è scritto che in gravidanza si è più soggette ad infezioni vaginali.
Apro una parentesi. Internet è il nemico/amico delle donne alla ricerca. Amico perchè permette loro di non tenersi dentro tutto, di confrontarsi tra donne, scoprire cosa fare se la ricerca diventa lunga, imparare e conoscere. Nemmeno immagino come starei ora se non ci fosse stato, probabilmente nemmeno avrei scoperto il nostro problema e starei ancora a lottare con le mie ovulazioni. Dall'altro però è un nemico, perchè fa illudere e a volte preoccupare inutilmente. Io sfido chiunque a ricercare su google il sintomo più assurdo associato alla parola gravidanza XD. Troverete senz'altro una dozzina di donne che hanno avuto quel sintomo il mese in cui sono rimaste incinta. Se fosse per internet io sarei mamma già da un bel po'. Quindi capite che sberla ogni volta.
Dopo 1 settimana di cistite, alla vigilia della nostra partenza per il mare, dovetti cedere e chiamai il mio medico di base. Mi presi una bella ramanzina per aver aspettato tanto, viste le mie precedenti 2 pielonefriti. Le spiegai il perchè non l'avevo chiamata e mi sentii sprofondare quando lei, con voce acida, mi disse "guarda che le infezioni fanno più male ad una gravidanza di una medicina. Ci sono farmaci che si possono prendere". Così antibiotico e niente rapporti per 2 settimane. Arrivò l'ennesimo ritardo, ma sta volta mi convinsi ad aspettare prima di fare un test, sta volta non ci speravo più di tanto, il mio cuore era già entrato in fase protettiva e non voleva più scottarsi. Dopo qualche giorno di ritardo testai senza troppa convinzione, ed il risultato era sempre lo stesso infatti. Ovviamente ovulai, senza saperlo, nelle due settimane di stop a causa della cistite, e il mio ciclo sta volta fu di 42 giorni. Un bel progresso con l'integratore, da 60 a 42 giorni, ma ero ancora lontana dal potermi definire regolare. I risultati non possono essere istantanei ovviamente, ma non avevo fatto ancora i conti con il mio corpo basta..o! Dopo pochi giorni di assunzioni infatti i miei piedi e le mie mani si riempirono di bolle d'acqua. Subito non lo collegai ad inofolic, ma quando iniziai a vedere che le bolle non intendevano passare, ma anzi aumentavano, iniziò a sorgermi il dubbio... le mie strane allergie che si fanno vive nel momento peggiore, come sempre. Quindi decisi di abbandonare inofolic per vedere se la cosa migliorava...
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lunedì 2 luglio 2012
1° mese... si comincia
La sera stessa, e per i giorni successivi, seguiamo alla lettera i consigli della ginecologa. D'altronde ha detto che con il mio problemino di ovaie addormentate è difficile beccare i giorni buoni, quindi nessun tentativo deve essere sprecato. Io intanto comincio a diventare sempre più gonfia, i pantaloni stringono, il reggiseno pure, e inizia la positività che ogni donna a caccia di cicogna ha provato dopo l'ovulazione. Inizio anche ad avere dei forti giramenti di testa e la domenica, in chiesa con un'amica, ho quasi uno svenimento. Stefania inizia a mangiare la foglia, mi chiede se sono ingrassata e cosa mi sta succedendo. Le racconto tutto della ricerca, e lei è felicissima per noi, e mi dice che vuole essere lei a comprarmi il test di gravidanza quando dovrò usarlo, perchè è convintissima che io sia incinta. Nei giorni successivi i sintomi sono sempre presenti, mi prende un male fortissimo al seno, un dolore che non ho mai provato prima, tanto che fatico a respirare e non riesco nemmeno a dormire a pancia in giù. Ho episodi di nausea, mi danno fastidio gli odori, insomma i sintomi ci sono proprio tutti. E dopo 1 settimana esatta dalla visita della dottoressa compaiono pure "le perdite", trovo nella carta il muco, quello strano sconosciuto che non avevo mai notato prima e che è importantissimo per le donne in cerca della pennuta, striato di sangue. Inizio a cercare su internet cosa può essere e d'improvviso il mondo si tinge d'arcobaleno: perdite d'impianto, quelle perdite che compaiono dopo 6-7 giorni dall'ovulazione e che indicano l'impianto dell'ovulo fecondato. Chiamo mio marito, ormai sono certa, siamo incinti. Iniziamo a fantasticare sui nomi, su come modificare la cameretta per farci stare lettino e fasciatoio, ci incantiamo nei negozi a guardare tutine e biberon, guardiamo tutti i neonati immaginandoci come sarà nostro figlio, pensiamo anche a come dare l'annuncio ai genitori, anche se mio marito vorrebbe aspettare il 3° mese... dice che non si sa mai. La sera mio marito appoggia la testa sulla mia pancia, le parla, l'accarezza. E' tutto così bello, troppo bello per essere reale. Intanto passano i giorni, inizio il conto alla rovescia al test... ho letto che la fase luteale, ossia il tempo che dovrebbe passare tra ovulazione e ciclo, non supera i 16 giorni, quindi se aspetto 18 giorni dalla visita dovrei avere già un esito certo. Sul forum le ricercatrici di pancia hanno inventato un giochino, si chiama la schedina dei fantasintomi, e ogni mese ciascuna la compila segnando con 1, 2 o X la presenza o meno dei sintomi, veri o fanta chissà, e poi scommette su una o più altre forumine che possono aver acchiappato la cicogna. Bè, inutile dire che la mia schedina è credo la migliore che quel gioco abbia mai visto, tutti 2, tutti sintomi presenti. Pure dell'aumento di temperatura sono certa, mio marito non riesce a starmi vicino nel letto, dice che sono un forno. Vado a trovare mia sorella e noto che mi guarda la pancia... oh no, non dirmi che ha già capito, mi rovinerà la sorpresa!
Il giorno prima del responso chiamo Stefania, le dico che è il momento, devo fare il test. Mi dice che l'ha già comprato e di passare la sera a prenderlo. E' di quelli digitali, in cui anzichè le due righette compare la scritta incinta con le settimane. Ci salutiamo con un abbraccio e lei mi fa un grande in bocca al lupo.
Quella notte non dormo, non vedo l'ora che sia mattino per avere la conferma alla mia quasi certezza e poter finalmente gioire pienamente. Stefania si è raccomandata di farlo con la pipì del mattino che è più concentrata e non c'è rischio di falsi negativi. Tanto sono già al secondo giorno di ritardo, dubito ci sia rischio di falsi. La mattina mi alzo e vado in bagno, mio marito va in un'altra stanza, non vuole vedere, non vuole sentire, è troppo nervoso anche se non lo ammetterà mai e aspetta che lo chiami io. Le mani mi tramano mentra faccio pipì su quella striscietta bianca, poi metto il tappino, poso il test e aspetto con il cuore in gola. I secondi passano e ogni tanto butto l'occhio sul test, ma l'unica cosa che compare è una clessidra. Nella mia testa mi immagino la scritta più bella del mondo "incinta, incinta, incinta!", se chiudo gli occhi riesco a visualizzarla, l'ho vista tante volte in questi 2 mesi nelle foto delle altre ragazze del forum. Ma quando finalmente apro gli occhi mi mancala la terra sotto i piedi, resto impietrina con il dannato test in mano guardando la scritta "non incinta". Non doveva andare così, non può essere andata così. Le lacrime iniziano a scendere piano, piano, una dopo l'altra, e danzano scivolando sulle mie guance, sul mio mento, mi inondano il viso, ma ciò che piange di più è il mio cuore. Il mio primo negativo, la mia prima speranza affranta... ma la cosa che più mi ferisce e fa male è il mio corpo che per l'ennesima volta mi ha illuso, si è preso beffa di me, mi ha fatto credere di non essere diversa dalle altre, di essere anche io in qualche modo funzionante, una "strana" macchina perfetta e invece non è così... sono qui al 18esimo giorno dopo l'ovulazione senza sintomi da ciclo, gonfia con un'anguria, con una nausea infinita e soprattutto con il grembo vuoto. In quel momento suona il cellulare, tra le lacrime leggo il nome Stefania
- allora.... come è andata... festeggiamo???
A quel punto non mi ferma più nulla, inizio a singhiozzare buttando fuori tutto il mio dolore... mio marito si affaccia al bagno, mi guarda, capisce, abbassa gli occhi anche lui deluso, deluso dal mio corpo, forse un po' deluso anche da me. Stefania mi rincuora, dice che forse è solo la sospensione della pillola che mi ha sballato tutto, mi saluta dicendo di stare su e non preoccuparmi, arriverà... quella è stata l'ultima volta in cui Stefania mi ha chiesto qualcosa della ricerca, da allora ha sempre prontamente evitato il discorso gravidanze e figli, mi avrà preso per una pazza sicuramente. D'altronde a chi piace sorbirsi il dolore degli altri? Ma non importa, non prendendo compassione o una falsa comprensione, perchè nessuno che non viva quello che viviamo noi, mamme ancora solo nel cuore, può capire. Questa è una delle poche certezze che mi è rimasta.
Il giorno prima del responso chiamo Stefania, le dico che è il momento, devo fare il test. Mi dice che l'ha già comprato e di passare la sera a prenderlo. E' di quelli digitali, in cui anzichè le due righette compare la scritta incinta con le settimane. Ci salutiamo con un abbraccio e lei mi fa un grande in bocca al lupo.
Quella notte non dormo, non vedo l'ora che sia mattino per avere la conferma alla mia quasi certezza e poter finalmente gioire pienamente. Stefania si è raccomandata di farlo con la pipì del mattino che è più concentrata e non c'è rischio di falsi negativi. Tanto sono già al secondo giorno di ritardo, dubito ci sia rischio di falsi. La mattina mi alzo e vado in bagno, mio marito va in un'altra stanza, non vuole vedere, non vuole sentire, è troppo nervoso anche se non lo ammetterà mai e aspetta che lo chiami io. Le mani mi tramano mentra faccio pipì su quella striscietta bianca, poi metto il tappino, poso il test e aspetto con il cuore in gola. I secondi passano e ogni tanto butto l'occhio sul test, ma l'unica cosa che compare è una clessidra. Nella mia testa mi immagino la scritta più bella del mondo "incinta, incinta, incinta!", se chiudo gli occhi riesco a visualizzarla, l'ho vista tante volte in questi 2 mesi nelle foto delle altre ragazze del forum. Ma quando finalmente apro gli occhi mi mancala la terra sotto i piedi, resto impietrina con il dannato test in mano guardando la scritta "non incinta". Non doveva andare così, non può essere andata così. Le lacrime iniziano a scendere piano, piano, una dopo l'altra, e danzano scivolando sulle mie guance, sul mio mento, mi inondano il viso, ma ciò che piange di più è il mio cuore. Il mio primo negativo, la mia prima speranza affranta... ma la cosa che più mi ferisce e fa male è il mio corpo che per l'ennesima volta mi ha illuso, si è preso beffa di me, mi ha fatto credere di non essere diversa dalle altre, di essere anche io in qualche modo funzionante, una "strana" macchina perfetta e invece non è così... sono qui al 18esimo giorno dopo l'ovulazione senza sintomi da ciclo, gonfia con un'anguria, con una nausea infinita e soprattutto con il grembo vuoto. In quel momento suona il cellulare, tra le lacrime leggo il nome Stefania
- allora.... come è andata... festeggiamo???
A quel punto non mi ferma più nulla, inizio a singhiozzare buttando fuori tutto il mio dolore... mio marito si affaccia al bagno, mi guarda, capisce, abbassa gli occhi anche lui deluso, deluso dal mio corpo, forse un po' deluso anche da me. Stefania mi rincuora, dice che forse è solo la sospensione della pillola che mi ha sballato tutto, mi saluta dicendo di stare su e non preoccuparmi, arriverà... quella è stata l'ultima volta in cui Stefania mi ha chiesto qualcosa della ricerca, da allora ha sempre prontamente evitato il discorso gravidanze e figli, mi avrà preso per una pazza sicuramente. D'altronde a chi piace sorbirsi il dolore degli altri? Ma non importa, non prendendo compassione o una falsa comprensione, perchè nessuno che non viva quello che viviamo noi, mamme ancora solo nel cuore, può capire. Questa è una delle poche certezze che mi è rimasta.
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